mercoledì 14 dicembre 2016

I colori e i sentimenti in un intreccio unico di emozioni e sensazioni...IL RITRATTO SEGRETO DELL'ANIMA si può scaricare gratuitamente da Amazon ed altri stores online

"Tonalità di grigio: grigio ardesia, grigio ardesia chiaro, grigio ardesia scuro, grigio asparago, grigio tè verde, platino, argento, grigio fegato, grigio talpa, grigio rosso chiaro. Il grigio non è nero né bianco; è il punto d’equilibrio tra il nero ed il bianco, tra le le due estremità. Il grigio è una zona intermedia che non suscita e non preclude, è un colore che non regala emozioni, è solo un cono d’ombra. Il grigio indica la chiusura, l’auto protezione. Il colore grigio non trasmette ardore, passione, saggezza, vitalità. Le tonalità di grigio sono amate da chi ama aspettare e vuole prendere tempo. Non è il colore dell’impulso, ma della mancanza di emozioni. Il grigio non accoglie ma rifiuta. Il grigio non stimola, ma allontana. Il grigio non dà e non riceve. Ancora l’orologio puntava le otto del mattino, quando Michael Conti si vestì. Quella mattina era un po' grigia. Il cielo sembrava di piombo e le nuvole erano basse. Aveva cominciato a piovere, ma era una pioggia autunnale. Faceva freddo, anche se, secondo il calendario, era ancora estate. Le temperature erano scese bruscamente ed il vento soffiava con una certa intensità. Nonostante il cattivo tempo, Michael voleva cominciare la sua ricerca. Era convinto di venire a conoscenza di qualche episodio che si sarebbe potuto rivelare fondamentale per la sua indagine." Da IL RITRATTO SEGRETO DELL'ANIMA By MIHAELA CIOCODEICA

sabato 10 dicembre 2016

Niccolò e Lucia...una storia d'amore e di dolore. IL RITRATTO SEGRETO DELL'ANIMA si può scaricare gratuitamente da Amazon e altri stores online.

"Tonalità di rosso: bordeaux, granata, borgogna, carminio, sangria, amaranto, mattone, rosso cardinale, rosso veneziano, rosso di Persia, terra cotta, castagno, ciliegia, rosso corallo, rosso melograno, scarlatto, vermiglione, cremisi, ruggine, rosso corsa, porpora, rosa vivo, fucsia, rosa shocking, magenta, rosa scuro, rosa incarnato, prugna, malva ecc. Colore vivo, caldo, intenso, accende la passione, riscalda l’anima. Rosso come il fuoco che brucia dentro il cuore, rosso intenso per le labbra da baciare, rosso vivo per coronare un amore passionale, rosso caldo ed invitante per ammaliare, desiderare, istinto di scappare. Erano trascorse due settimane da quando Lucrezia era arrivata a casa. Gli ultimi giorni di agosto avevano portato delle temperature fuori stagione, i temporali estivi si erano fatti sentire, tutti i bambini erano tornati ed il personale era al completo. Lucia aveva poco tempo da dedicare alle sue passeggiate mattutine. Con il rientro dei bambini, il suo lavoro aveva un carico doppio. Non poteva concentrarsi solo sui piccoli, doveva seguire durante la giornata tutti gli ospiti de Il Nido della Felicità. Aveva imparato durante gli anni ad assecondare le passioni dei bambini più grandi dando loro la possibilità di esercitarsi nell’arte della scrittura e della lettura." Da IL RITRATTO SEGRETO DELL'ANIMA

sabato 3 dicembre 2016

And yet she knew that the colors of her life would change intensity. And yet she knew that her mom was waiting for her. And yet she knew that she was going to leave Sicily. And yet she knew that she was going to reach New York. And yet she knew that everything was going to change. And yet she knew that somehow her lover would be waiting for her,and yet she knew that destiny would give her another chance...the chance to be happy...the chance to feel satisfied with her new life.IL RITRATTO SEGRETO DELL'ANIMA is a sentimental novel and it's available for a free download on Amazon.

"Lucia era diventata consapevole del suo ruolo all’interno di quella casa famiglia, capendo che niente e nessuno era la sua vera famiglia. Solo che nella sua consapevolezza aveva intravisto degli spiragli di luce. Erano le sue emozioni ed i sentimenti che provava per Niccolò, Serena e Melania. Poi provava un’ immensa tenerezza per i piccoli de Il Nido della Felicità. Poi il buio dell’opacità che regnava attorno a Lucrezia e alla sua famiglia la scosse. Meno male che lei non amava le sfumature opache. Le allontanava sempre con la sua pittura. Anche Serena era diventata consapevole del suo ruolo di amante, di donna in seconda fila sempre pronta ad aspettare un eventuale ruolo di primo piano. Solo che, in questo caso, la consapevolezza era amara, sapeva di marcio e di scuro. Era una consapevolezza che faceva male, distruggeva tutto attorno. Poi c’era anche la consapevolezza della vanità. Tutti gli Elia D’Avola erano diventati consapevoli della loro vanità. Lucrezia, nella vana speranza di inseguire un uomo sposato, aveva dato il via libera alla sua prepotenza, al suo egocentrismo e alla sua crudeltà. Poi c’erano Valeria e Giovanni tanto venduti ai soldi, che la consapevolezza della loro vanità sapeva di puzza di bruciato. Era un odore persistente, che incuteva paura. Dall’altra parte del mondo, Sophie Moore era consapevole della sua libertà. Era un’emozione nuova, alla quale si doveva abituare. Era quel profumo che sapeva di frenesia, di ottimismo e di nuove sfide da affrontare. La sua era una consapevolezza liberatoria." Da IL RITRATTO SEGRETO DELL'ANIMA

lunedì 28 novembre 2016

Oggi vi propongo le ultime pagine del mio racconto Riflesso di me

"E’ trascorso un bel po’ prima di decidermi ad aggiornare il mio stato d’animo. Sono quasi tre mesi che faccio avanti e indietro con Marcelo. Due mesi fa sono tornata a Milano, accompagnata dal mio uomo. Abbiamo preso parte alla premiazione del concorso indetto dall’ Istituto Francese di Milano. Con grande gioia ho scoperto che la mia versione di” Germinal” era in lizza per il grande premio. Il trofeo è andato ad una difficile però sorprendente traduzione di un romanzo di André Gide; il mio si è classificato comunque secondo. La mia versione del romanzo di Zola ha destato interesse e dibattito; molti giudici apprezzavano la mia impronta narrativa, altri erano in contrasto con la scelta dell’apparato lessicale. Insomma, un vero successo per me. Marcelo guardava il mio trionfo e con grande gioia ebbe la sorpresa di vedermi salire sul palco dei premiati. Sempre in quell’occasione ho avuto la notizia che Mirko era finito agli arresti domiciliari. La mia casa era come l’avevo lasciata però non la sentivo più casa mia. Un mese dopo la premiazione sono venuta a sapere che la mia traduzione ha destato l’interesse di un colosso editoriale italiano che voleva a tutti i costi accaparrarsi l’esclusiva sul testo da me ideato. Ho firmato il contratto sotto l’attenta vigilanza di Marcelo. Adesso torno di nuovo a me e Marcelo. Abbiamo deciso di mettere radici in un posto unico, di stabilire la nostra residenza a Parigi. Parigi è il nostro primo amore, la nostra prima esperienza all’estero, tutto da soli. E dai nostri racconti ci rendiamo conto che ci accomuna la voglia di rimanere e mettere radici. Io Parigi la conosco dai tempi della mia borsa di studio Erasmus. Marcelo altrettanto. Dobbiamo scegliere una mansarda da dove poter scorgere la Senna e la Tour Eiffel. O la Notre Dame, L’Ile De La Cité, La Basilique du Sacré Coeur. Un piccolo nido dove dare un senso alla nostra vita. Un nido per stare e godere del nostro amore e della nostra tranquillità. Marcelo vuole anche lui rimanere ancorato in un solo posto, perciò ha inoltrato domanda di lavoro presso la R. Publishing House, divisione francese. La sua richiesta di cambiare sede è accettata. Stiamo progettando il nostro matrimonio. E il mio volto è sempre più rilassato. Sono felice che durante i nostri spostamenti a Madrid sono riuscita a conoscere la famiglia di Marcelo. I Duarte sono persone perbene, molto legati tra di loro. La mamma ed il papà di Marcelo mi hanno accolta con molto rispetto. Anch’io mi sono mostrata rispettosa nei loro confronti. Il fratello di Marcelo è una persona amabile; si è subito aperto con me. E’ una persona affettuosa e gentile. Tutto all’incontrario della mia famiglia. E così da due settimane siamo entrati nel nuovo anno ed ho dei propositi ben precisi da portare avanti. Voglio il matrimonio, un figlio, e magari un buon lavoro. “Volentieri!” mi risponde mentre gli rammento i miei desideri. Non rinuncio alla mia femminilità, però ho rinunciato al botulino, al troppo trucco sul viso. Non mi metto più così attillata. Preferisco la comodità elegante. Attiro ugualmente gli sguardi, il fondoschiena è rimasto sodo come prima, il seno non ha perso il suo fascino, so di aver superato il mio standard di donna snob. L’inverno a Parigi come a Milano o a Madrid. Niente di più o di meno. Solo che grazie ai nostri allenamenti, Marcelo ed io diventeremo genitori. Dopo un’intensa attività ginnica, stamani ho fatto il test di gravidanza ed è risultato positivo. Sono al settimo cielo e chiamo il mio amore. Gli comunico l’esito del test e rimane in silenzio. “Ti amo,Helene, mon amour.” “ Je t’aime pour toujours.” Sto quasi chiudendo questo bel capitolo della mia vita, questo pro memoria serve solo per portarmi alla mente dei momenti che forse potrei dimenticare altrimenti. E’ il mio modo di ricordarmi e perdonarmi. Perdonarmi per la mia superficialità nello scegliermi i compagni di vita prima di Marcelo. Perdonarmi per essermi considerata una facilona snob e perdonarmi per non essermi voluta abbastanza bene. Ma adesso il mio voler bene è immenso ed infinito, orientato verso di me, verso il mio uomo e verso la vita che mi sta crescendo dentro. Parigi innevata è uno spettacolo per gli occhi. Dalla finestra della mia mansarda punto l’orizzonte ed è un miscuglio di sfumature e speranze. Un’ultima annotazione riguarda voci che mi sono arrivate su Silvia. Il mio ex datore di lavoro con cui mi sono lasciata in termini cordiali mi ha chiamata per congratularsi con me per il mio nuovo incarico professionale. Si vede che anche da lontano suscito invidia soprattutto dopo aver messo mano su un gran pezzo di uomo come Marcelo, uomo bello e potente. E a proposito della mia relazione con Marcelo, Silvia sparge la voce che io le abbia rubato il moroso e stipulato un nuovo contratto solo grazie alle conoscenze del mio futuro marito . Meno male che la realtà è ben lontana dalle sue insidiose affermazioni e la mia vita va a gonfie vele!" THE END RIFLESSO DI ME BY MIHAELA CIOCODEICA

domenica 27 novembre 2016

Nuove pagine del racconto inedito Riflesso di me...Buona lettura!

"Arriviamo nel cuore storico di Francoforte, mi inebrio delle belle sensazioni che provo vedendo gli edifici storici costruiti tra il 1400 ed il 1500, dei veri colossi che testimoniano la presenza, la cultura e la tradizione del popolo tedesco. Una leggera pioggerella ci costringe ad entrare in uno dei tanti locali tipici di Frankfurt. Prendiamo della birra, patatine, salsicciotti, dei crauti e pane caldo. Ci abbuffiamo incuranti delle calorie che ingurgitiamo. La birra mi mette k.o. Rinuncio a vedere i musei o altre attrazioni. Sento il bisogno di ritornare in albergo e sdraiarmi. Marcelo mi viene in aiuto ed anche lui desidera tornare nella stanza d’albergo. Per la prima volta nella mia vita mi sento brilla e mi conforto godendo delle cure e delle attenzioni del mio amore. Nella stanza ci tuffiamo nel letto e riusciamo a dormire, almeno io sono riuscita a farlo. Alle sette di sera, trovo Marcelo dallo sguardo preoccupato. Mi confida che ha prenotato un volo per Milano e che è riuscito a spostare degli appuntamenti ai quali avrebbe dovuto presenziare nella sede centrale della R. Publishing House di Madrid. Però siccome il suo chiodo fisso sono io, Marcelo non mi vuole lasciare sola ad affrontare questa situazione irreale. Vorrei potere vivere in totale serenità la mia storia d’amore però capisco che la mia tranquillità è sotto minaccia. A questo punto, non volendo compromettere la professione e il futuro di Marcelo, comincio a pensare a seguire io il mio uomo, dato che mi ritrovo senza un lavoro fisso. In un secondo tempo penserò anche alla vendita del mio appartamento. Il mio posto sarà vicino al mio amore. Sono sicura che il mio legame con la mia Milano non è più così vitale. Vitale diventa per me la presenza di Marcelo Duarte. Io devo stare con il mio uomo. Non voglio più stare da sola. Allora, Marcelo mi informa delle sue decisioni. “Amore mio, lunedì verrò con te a Milano. Ti prendi la macchina e la parcheggi in un garage a pagamento. Ti sposterai solo in taxi. Poi la prossima settimana vieni con me prima a Parigi e poi a Madrid. Nelle ore che io lavoro, tu potrai fare shopping e potrai organizzarti le giornate come meglio credi.” Annuisco però dentro di me capisco che la situazione reale ci sta scappando di mano. Importante è che Marcelo stia con me. Dopo questa decisione, Marcelo si rende conto di amarmi più di quanto avrebbe mai immaginato. Ed io ricambio il suo amore alla stessa intensità. Niente di più o di meno. “Eres mi vida, Helene.” “Tu tambien, mi Marcelo.” Mi Marcelo come per dire sei mio, solo mio, sei stato e sarai per sempre il mio Marcelo. E i baci, le carezze, gli abbracci non si fermano mai ed i nostri corpi ondeggiano sotto le lenzuola tra passione ed infinita dolcezza. Domenica passa in sordina tra visite al Main Tower ed al Giardino botanico, alla casa di Goethe ; tutto scandito dal buon mangiare, dalla buona compagnia e dalla nostra perfetta intesa. Poi Marcelo non si fa problemi a staccare il telefono quando è in mia presenza. Ma le chiamate di lavoro rappresentano un continuo disturbo. Però rendersi reperibili in caso di necessità è senza dubbio un fattore ed un punto centrale della sua attività. Marcelo ed io pronti a ritornare insieme a Milano! Di lunedì sento sempre la pesantezza dell’inizio settimana, però ho il mio amore con me. La mano di Marcelo sulla mia mi conforta. Con gli appuntamenti spostati, Marcelo pensa di poter essermi d’aiuto, mercoledì dobbiamo andare a Madrid e poi a Parigi, o prima Parigi e poi Madrid. Sono ancora con la testa fra le nuvole. All’aeroporto di Malpensa arriviamo in orario. Prendiamo i bagagli, ritiro la mia macchina e ci dirigiamo verso il mio appartamento. Più ci avviciniamo, più mi rendo conto che l’ansia mi assale ed un certo brivido mi cammina lungo la schiena. Marcelo dice di calmarmi. Non pensa che il mio ex si possa spingere così oltre. Invece no, appena arrivati dentro casa, apro le finestre e sotto mi ritrovo il molestatore che vuole a tutti i costi dare spettacolo. Marcelo ed io scendiamo, intenti a farlo desistere soprattutto per lui e per la sua famiglia. Però lui comincia ad inveire, a perdere la calma, mi dà della puttana di fronte al mio uomo, continua a dichiararsi l’unico che abbia mai saputo trombarmi. Una serie di volgarità che sono state messe a tacere dall’arrivo dei carabinieri. Sono decisa a denunziare questo pezzo di bastardo, lo voglio a centinaia di chilometri lontano da me e dietro le sbarre. Marcelo rimane senza parole, non si sarebbe mai aspettato un exploit così fuori dalla portata, però di fronte allo sviluppo della situazione, è più che deciso a non lasciarmi da sola. “Dove vado io, mi segui. E’ deciso. A Milano tu non puoi più rimanere senza di me.” Anch’io sono d’accordo. Insieme a Marcelo devo andare in caserma per sporgere denunzia. Il mio calvario dura da troppo tempo. E se io non avessi avuto Marcelo vicino a me, che fine avrei fatto? Chiudo gli occhi, ispiro l’aria dell’ottobre autunnale. Milano è sotto un banco di nebbia. Insieme a Marcelo ritorniamo nel mio appartamento. Per quanto tempo lo chiamerò ancora il mio appartamento? Sono stanca, voglio andare a dormire, ma Marcelo mi ferma. Prima dobbiamo parlare, dobbiamo chiarire i nostri pensieri, non chiuderci a guscio senza esprimere il nostro disagio per l’accaduto. “Sono contento che hai denunziato quel delinquente. Come stai?” “Sono senza parole, però ringrazio il Signore per avermi aperto gli occhi. Adesso sono contenta di avere te nella mia vita. Non voglio parlare di Mirko; però essere lasciata da lui è stata la mia fortuna. Sarebbe finito tutto in un altro modo, io vittima e lui carnefice. Solo aver detto queste parole mi fa venire il fiato corto, un nodo di paura che mi impedisce di respirare. Come nei giorni che tu non c’eri vicino a me e questo animale mi tormentava con i suoi appostamenti e le sue chiamate a vuoto. Vuoi sapere qualcosa in più sulla mia sofferenza?” Mi giro e guardo Marcelo dritto negli occhi: “Sentirsi dare della puttana non è una cosa da mandare giù facilmente. Pensare di vendere casa per paura di un delinquente è oltremodo drammatico. Però sono pronta ad andare avanti solo perché tu sei l’uomo giusto per me, il mio amore. Perciò metterò in vendita la casa per seguirti.” La mia confessione lo sconvolge. Però mi abbraccia e mi accarezza la fronte e la testa. “Non devi vendere la tua casa. Qui verremo ogni qualvolta vogliamo tornare a Milano. Ti amo. Ti starò sempre accanto. Te amo mi vida.” Rassicurata dalle sue dichiarazioni d’amore, voglio andare a dormire. Domani e dopodomani saranno giornate piene. Preparare valigie su valigie, sistemare e lasciare in ordine un paio di cose che mi erano rimaste in sospeso. Mercoledì chiudo la porta del mio appartamento; lascio la macchina in un garage sotto custodia e sono pronta a dire arrivederci alla mia Milano. Nel decollo percepisco con tanto dolore nell’anima che lascio la mia città per mettere le basi altrove ,dove c’è qualcuno che mi ama. I miei genitori, i miei conoscenti, i miei parenti sembrano delle figure così lontane che neanche li ho avvisati della mia partenza. A mia madre ho fatto una chiamata dicendole che sarei partita ma che pensavo di rientrare entro fine mese. Non si è scomposta più di tanto. Come in quelle notti buie che rimanevo sola e lei col nuovo marito non rispondevano ai miei pianti. Chiudo questo capitolo della mia vita con la speranza che Marcelo possa darmi un po’ di amore e compagnia." Da RIFLESSO DI ME BY MIHAELA CIOCODEICA

sabato 26 novembre 2016

Oggi comincia il quarto capitolo del mio racconto Riflesso di me

Nostalgico lunedì. Marcelo è già arrivato a Madrid ed io sono tornata ai miei programmi. A curare la mia casa, la mia mente, il mio fisico. Faccio la spesa, sbrigo il pagamento delle varie utenze. Martedì comincia con un forte mal di testa. Però mi alzo ed apro la finestra. Sotto casa distinguo la presenza di Mirko. Si mette in piena vista, non ha alcuna intenzione di nascondersi. Vuole turbarmi. Tant’è vero che trovo alcune chiamate sullo schermo del mio telefonino. Ho la voglia di avere Marcelo vicino, però i suoi impegni di lavoro e le mie scadenze ci tengono un po’ separati. Ancora non ho capito l’atteggiamento di questo ragazzo. Non si può permettere di darmi la caccia, soprattutto adesso che tra di noi non c’è più niente. E’ stato lui a rompere con me, a tradirmi; ed io sono andata avanti con la mia vita. Coltivo una relazione a distanza ma che mi rende felice e serena. La presenza di Mirko però mi mette paura e rabbia. Vedrò di cambiare la scheda del telefonino. Anche mercoledì arriva in fretta. Mi sono sentita con Marcelo, gli ho fatto sapere il nuovo numero di telefono. Pur non avendogli accennato il motivo di questo cambio di numero di telefono, il pensiero di Marcelo si è rivolto a Mirko ed alle sue inopportune incursioni nella mia vita. “Promettimi che fai attenzione!”, conclude Marcelo.” Fra due giorni ci vedremo.” Però io non mi arrendo di fronte all’insolenza di quel ragazzo. Che se ne andasse dalla sua fidanzatina che lo aspetta! La prossima volta che lo vedo, vado e gli tiro un ceffone. Poi lo denuncio a questo bastardo che vuole mettere sottosopra la mia vita. Esco di casa, faccio la spesa, passo in libreria, compro dei nuovi libri, ho bisogno di leggere un po’ di poesia. Ho trovato due volumi di Keats e Verlaine, due poeti che adoro, in una versione nuova. Il testo originale a confronto col testo in italiano. Sono curiosa delle nuove traduzioni. Perciò salgo in macchina e raggiungo casa. Come pensavo, Mirko mi aspetta. Lo incontro a viso aperto. E’ incontenibile. Vuole tornare indietro ,la sua vita è solo una serie di errori. Lo lascio in preda ai suoi deliri, minacciandolo di denunziare tutto alla polizia. Lo stalking è un reato; e lui sta per compierne uno. “Ti devi dare una calmata.”, ribadisco chiudendo il portone. Lui ancora vorrebbe delirare, ma io sento il bisogno di immergermi nelle poesie e nel mio letto. Voglio fare la dura, però sento che questa situazione diventa quasi insostenibile. Non potermi muovere perché alle mie calcagna c’è sempre un delinquente che mi inopportuna, rischia di diventare un grosso problema. Oggi è giovedì e non ho alcun impegno, perciò rimango dentro. Devo cominciare a tenere d’occhio il sito dell’Istituto Francese per vedere quanti lavori sono stati ammessi al concorso. Fra pochi giorni scade il bando e poi una commissione di esperti darà il suo verdetto entro la fine di ottobre. La premiazione avverrà il trenta di ottobre e verrà ospitata dalla Libreria Feltrinelli a Milano. Anche il venerdì mattina mi do da fare, preparando, stirando, sistemando, stravolgendo. Devo essere all’Aeroporto di Malpensa alle due del pomeriggio . Il volo è programmato per le tre ed io arrivo a Francoforte alle quattro e mezza. Il volo di Marcelo è previsto di arrivare alle quattro, sarà lui ad aspettarmi ed a darmi il benvenuto stavolta. Mangio un’insalata veloce. Non vedo l’ora di incontrarmi con il mio uomo. Una storia così coinvolgente non l’ho mai vissuta. Spero che i nostri spostamenti non dureranno in eternità e che sentiremo il bisogno di mettere delle radici da qualche parte. Arriva l’ora di lasciare l’appartamento, salire sulla macchina ed andare all’aeroporto. Tutto procede conforme ai miei piani. Solo che dietro di me noto una macchina che mi insegue. Ho capito molto bene di cosa si tratti. Mi muovo con cautela però cerco allo stesso tempo di disseminare quella Audi a me conosciuta. Spostandomi da una corsia all’altra, riesco a mettere in subbuglio il bastardo. Arrivo all’aeroporto ed impaurita mi guardo intorno. Non c’è traccia di Mirko. Lascio la macchina in un parcheggio a pagamento, prendo il biglietto e mi avvio verso il Terminal delle partenze. Il cuore sussulta all’impazzata, provo a darmi un po’ di forza. Arrivo in bagno. Rinfresco la mia faccia. Salire sull’aereo e partire mi faranno dimenticare il mio insidioso incidente. Sono le tre e tutti i passeggeri siamo a bordo dell’aereo in partenza per Francoforte. Marcelo Duarte eres mi amor. Eres mi vida .Sin ti soy nada. Il mio spagnolo lo devo rispolverare per potere trovarmi bene anche a Madrid, a Barcellona o ovunque lui mi chieda di inseguirlo. Anche in capo al mondo, il mio cuore saprà parlare il dolce linguaggio dell’amore, del mio amore infinito per lui. Marcelo è la mia vita e questa è la mia verità. In primo piano compaiono i contorni dei grattacieli di Francoforte. Nella discesa cominciano a delinearsi tutte le luci della città. La pista di atterraggio è sempre più vicina, il mio cuore comincia a battere. Fra pochi minuti incontrerò il mio amore. Mi dimentico della paura mandata giù mentre Mirko mi teneva d’occhio, mi dimentico delle cose che devo fare. Adesso mi sento respirare in piena libertà. Guardo il mio anulare, il diamante brilla più intensamente che mai. Sono felice. Sono vestita casual. Voglio fare colpo sul mio uomo ma allo stesso tempo voglio mantenere una linea comoda ma elegante. Al posto dei tacchi alti indosso un paio di ballerine. Così posso caricarmi i bagagli in caso Marcelo non fosse arrivato. Però il mio telefono squilla, Marcelo mi sta aspettando. Prendo le mie valigie e mi avvio verso l’uscita. Incontro Marcelo a metà strada. Ci veniamo incontro con un passo affrettato, molto deciso. Ci guardiamo, ci abbracciamo, ci accarezziamo i volti. Sembriamo in preda alla disperazione. Però la nostra è solo una manifestazione d’amore. Marcelo mi da una mano. “Amore mio! Tu eres mi unico amor. Te amo mi vida.”, gli dico tranquillamente accentuando le parole, dando loro un’enfasi voluta. “Vedo che ti viene facile parlare in spagnolo.” Marcelo mi bacia e non mi molla più. “Dove andiamo?”, chiedo ancora sotto voce, felice di trovarmi vicina a lui. “All’ Hilton Frankfurt Airport. Un quattro stelle nel quale ho già soggiornato diverse volte. Sarà di tuo gradimento, almeno così mi auguro.” “Purché stia in tuo compagnia, per me va tutto a gonfie vele!” Prendiamo il taxi, raggiungiamo l’albergo. Anch’io durante una fiera dei libri avevo pernottato in questo hotel. Molto funzionale, devo riconoscere. Una volta arrivati, diamo i documenti per la registrazione e saliamo nella stanza. Mi metto subito a mio agio, mi cambio. Marcelo si avvicina e non mi lascia più. Ed io mi rimetto alla sua volontà. Mi abbandono alle sue carezze, ai suoi baci e alla sua carne. Siamo sdraiati sul letto d’albergo ed io comincio a sfogare la tensione della settimana. Piango disperatamente. Mi aggrappo a Marcelo nella speranza di non staccarmi più da lui. Tra una lacrima ed una mancanza d’aria, gli racconto dell’incontro ravvicinato con Mirko, dell’insistenza con la quale mi perseguita, di come mi abbia seguita negli spostamenti con la macchina, delle parole deliranti . Riconosco che ho paura e che senza Marcelo non ci voglio più stare. Marcelo innalza le sue sopracciglia ed il suo sguardo è intenso. La rabbia contro colui che mi disturba diventa furia cieca. “Tu sei mia. Sarò io a provvedere a tutto.” “Adesso godiamoci questo week-end. Rilassiamoci. Ti prego, abbracciami.”, chiedo a Marcelo, intenta a vivere al massimo la nostra intimità, il nostro presente. Andiamo nel ristorante dell’albergo, siamo stanchi e ci vogliamo raccontare tante cose. Domani faremo un giro nel cuore storico di Francoforte, il Romerberg per ammirare gli edifici storici e la piazza centrale del quartiere. Poi faremo una breve incursione al Museo di Arte Moderna e alla casa di Goethe. Almeno questo sarebbe il nostro intento, poi vedremo. Dopo una notte incendiaria, il sabato mattina a Francoforte si presenta con una veste autunnale. Marcelo ed io preferiamo fare la colazione in camera. Così dopo avere finito, possiamo fare i nostri piani da turisti. Però Marcelo ha un pensiero fisso. Non vuole più lasciarmi da sola neanche per un attimo. Pensa già di rientrare con me a Milano. Perciò tutto quello che gli propongo come punti d’attrazione da visitare gli va bene.